sabato 6 luglio 2019

"Come lumaca a cui si tocca la testa e si ritrae nel guscio"


Le due guerriere vedono il bambino nell’angolo e si scagliano contro. Una risata di fanciullo taglia l’aria e trappole scattano contro Nakano e Yuko. Stranamente anche Yuko le evita e mi sbeffeggia. Lei non capisce che l’ho fatto per il maestro. Il bambino fugge dal luogo in cui era nascosto e appare la rampa di scale. Passo indifferente davanti a Yuko che ride come rondine che supera un passerotto in volo, peccato che la rondine come il passerotto sono solo cibo per falchi e la sua risata non mi tange.
Il Sensei riprende la sua corsa, io e Nakano lo seguiamo. Gli altri rimangono imbambolati come ipnotizzati sulla rampa delle scale. Si guardano avanti e indietro senza avanzare. Nakano cerca di svegliarli e mentre Shoji e Takeshi subito si riprendono, la guerriera Yuko cerca di colpire la sorella che para il colpo. Ai miei occhi appare sempre più inutile la presenza di quella donna nel gruppo, come potrebbe essere l’acqua al posto del sakè per scaldare una fredda notte invernale.
Siamo entrati nell’ultima stanza. La spada di Musashi, la leggendaria Haran è sul fondo con il libro dei 5 anelli, vediamo la sua lama nera e sentiamo una presenza di immane potenza. Il Sensei avanza e 6 armature animate interrompono il nostro marciare. Scocco 2 frecce esplosive. La prima contro un angolo della stanza, che apre uno squarcio nel muro facendo crollare un pezzo di tetto e pavimento, l’altra invece colpisce la teca, che custodisce la spada, distruggendola e alzando un gran polverone. Sasaki mi rimprovera dicendomi : “Musashi è mio”. Io inchino il capo in segno di scuse, come lumaca a cui si tocca la testa e si ritrae nel guscio.

Ataru Goromaru

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